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Spazio personale di letizia

Pensieri profondi...o almeno credo

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daviviana发表:
Quando a te si apriranno tante strade e non saprai quale scegliere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuto al mondo, non farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora, resta in silenzio ed ascolta il tuo cuore. E quando ti parla, alzati e vai dove lui ti porta......Lety...tvb
3 月 2 日
Stefania发表:
tiziaaaaaaa  ciaooooo....passavo di qui e ho pensato di lasciarti  una traccia...ke dirtiiii ti voglio tantuuuu beneeeee e un'altra cosa...le tue torte sono attentati alla salute umana ahahhahahahahhahAnimoticon  tvttttttttttttttttttttttttttb bacioooooo ciaoooooooo
11 月 27 日
Amo...sai che non ho bisogno di commentarti il blog x dirti quello che provo x te...
Ma adesso voglio che tutto il mondo (o almeno alcuni dei tuoi contatti ^^") sappia che ti amo e che x me sei come l'aria...non vivrei senza!
Bastano poche parole, sai che x me dirti quello che provo è facile...
 
Amo ti amo e non smetterò mai di provare questo grande sentimento x te...
Sei la mia vita *.*
 
Adesso vado...
 
Un bacione dalla tua ragazza! XD
 
P.S. X gli estranei che dovessero visitare questo blog...non sono lesbica! XD
11 月 20 日
Un saluto lety! :-P
10 月 13 日
Gasp@²发表:
ehi letizia..... Tt bn?? Speriamo di si, cmq io tt apposto... spero ke ti fa piacere ke ti commento il blog, cmq tu qlk volta passa dal mio... CmQ ora ti saluto........... Ciaoooooooooo TvB
8 月 17 日
第 1 张,共 1 张
2009年2月

Pensiero di una delle notti di quest'estate...

Trovato per caso.

Un piccolo foglietto impiastricciato, insabbiato.... con il profumo del mare...

 

 

Io ti vedo come sei…poi come ti vorrei…e a malincuore mi accorgo che non è la stessa persona quella che guardo…tranne gli occhi…quelli mi sembrano sempre gli stessi. Sono finestre dalle quali mi sporgo per poter finalmente vededere un bambino, senza cattiveria, senza malizia, con un cuore che scalda il mio ogni volta che sei vicino a me. Ogni volta che mi ferisci vorrei dirti che “non ti potrò mai perdonare”, ma mentirei, perché alla fine lo faccio sempre.

2009年1月

Il mio piccolo elaborato per la shoa...che è stato bocciato

14 gennaio ’09

Una  notte lunghissima, un sonno irrequieto…

Mi svegliai. Nulla intorno a me era  familiare. C’era più buio del solito, avevo più freddo del solito,pensavo che  forse mi ero svegliata nel cuore della notte, ma c’era una strana luce…

Improvvisamente ebbi un sussulto, capii di non essere a casa ma in luogo totalmente diverso, un altro sussulto, qualcosa si mosse, non ero da sola, intorno a me tante, forse troppe persone che avevano un aspetto quasi spettrale, dure occhiaie e graffi ovunque, il viso pallido tanto da sembrare gelato e addosso solo uno straccio. Poi notai una cosa ancor più sconvolgente, dei numeri sul braccio: sembrava, però, che più che essere stati tatuati, fossero stati marchiati, come delle mucche o dei suini! Per fortuna prima che cominciassi a gridare per l’orrore una ragazza mi si avvicinò: i lineamenti belli, la figura snella, dimostrava si e no vent’anni ma sicuramente se fosse stata pulita e meno sconvolta mi sarebbe apparsa angelica e ancora più giovane, si portò un dito alla bocca rossa e sottile – shhhh – sussurrò e mi fece segno di calmarmi, non mi ero accorta dei tremori che percorrevano tutto il mio corpo come una scarica elettrica – che ci faccio qui? Dove sono? E tu chi sei? – le chiesi. Avevo mille interrogativi in testa ma non riuscivo a parlare. – siamo tutti qui per lo stesso motivo – disse la ragazza e con un lieve movimento del mento mi chiese di guadare il braccio. 134658 era il numero inciso sul mio braccio…di colpo rabbrividii. – come ti chiami? – le chiesi con voce tremante, ma quella si limito a mostrarmi solo il numero inciso sul suo braccio, lo fissò anche lei, il suo sguardo era vuoto, non si leggeva paura nei suoi occhi, ma solo rassegnazione. Provai a sorriderle e le chiesi ancora – come ti chiami? – non ricevetti una risposta immediata, il suo sguardo vagava nel vuoto come se cercasse di ricordare, mi sembrava assurdo che qualcuno potesse scordare il proprio nome. Dopo un po’ mi guardò con aria interrogativa e disse – Betty, credo di chiamarmi Betty – un altro brivido mi percorse il corpo e allo stesso tempo una pena infinita invase il mio cuore. Guardando tutte quelle persone mi accorsi immediatamente che avevano tutti lo stesso sguardo assente e rassegnato,  sembrava come se ognuno di loro stesse ripercorrendo, attraverso i ricordi, la propria vita, tutti avevano una storia diversa, era evidente, ma una cosa li accomunava, il loro presente e probabilmente anche il futuro. Erano tutti pronti a morire, pronti ad affrontare una fine ingiusta e insensata che qualcuno aveva deciso per loro, a causa di una “colpa” mai commessa, della loro natura, della loro essenza. Ad un tratto Betty sembrò ascoltare i miei pensieri e mi scosse con le sue parole – sei preoccupata? – mi chiese, ma più che una domanda sembrava un’ affermazione e non le risposi – stai tranquilla dicono che non si capisce che cosa accade quando… – prese fiato – insomma ci fanno un favore secondo me, non ce la faccio più a stare qui, sarà bello essere di nuovo “liberi” - . Non riuscii a risponderle. Non ero per niente preoccupata di quello che da lì a poco sarebbe successo, una parte di me si rendeva conto di quanto tutto cioè fosse assurdo, che probabilmente fosse tutto semplice frutto della mia immaginazione, ma non riuscivo ugualmente a non provare pena per quella gente, dopotutto sognare è come guardare un film di cui tu stesso sei il regista ed è impossibile non immedesimarsi in alcune vicende. Guardai ancora quei martiri e intravidi un uomo, diverso dagli altri, più pulito e nei suoi occhi un barlume di speranza, doveva essere il Kapò, vicino a lui un soldato, anzi un sergente a giudicare dalle medagliette sulla divisa. Lentamente mi avvicinai ai due e mi fermai proprio vicino al sergente delle SS, strano a dirsi ma mi parve che avesse lo sguardo dolce, cosi cercando di dare un tono convincente alla mia voce  ruppi l’imbarazzante silenzio che si era creato nella stanza – salve – esordii – mi chiamo L…Lucy – non so perché mentii sulla mia identità, la stanza in quel momento si riempì di sussurri e sentii tutti gli occhi puntati su di me, occhi improvvisamente timorosi, occhi curiosi. Capii che probabilmente stavo facendo qualcosa che nessuno prima d’ora avesse mai fatto; mi schiarii la gola e prima che il sergente potesse interrompermi , in realtà era strano che non lo avesse già fatto, proseguii – può dirmi perché? Perché tutto questo? e perché lei lo fa? Insomma non si sente… - non mi lasciò neanche finire la frase che esclamò – eseguo gli ordini – ma subito lo incalzai – perché? Non le dispiace per questa gente? – e con un gesto largo indicai la folla attorno a noi. L’uomo non sembrò turbato dalle mie parole, sembrava che si fosse posto quelle domande già tante volte, dopotutto era quasi impossibile non farlo, infatti ci mise poco a rispondermi – bambina – lo sguardo che si era fatto sempre più dolce improvvisamente diventò pieno di amarezza – ritengo inconcepibile che un capo subalterno non esegua gli ordini impartiti dal capo dello Stato! – concluse cosi la sua breve ma eloquente spiegazione. Se la storia di Betty, la ragazza che non riusciva quasi a ricordarsi il proprio nome mi era sembrata triste, questa del sergente, impotente davanti alla crudele realtà e divorato dai sensi di colpa, mi turbò nel profondo, non c’erano alternative, erano tutte marionette in mano ad un burattinaio impazzito. Non mi servii porre altre domande né al sergente né ad altri, era tutto brutalmente chiaro e irreversibile. Dopo qualche ora, che a me parve più un battito di ciglio, dei soldati ci condussero fuori dalla stanza, poi fuori dallo stabile: attorno a me solo colori come grigio, nero, marrone fango, né il verde vivace della vegetazione, né l’azzurro allegro del cielo,sembrava che  anche la terra soffrisse insieme a noi. Ci condussero ancora in un altro stabile, grande quanto quello precedente, ma le pareti di questo erano percosse da lunghi tubi, inizialmente non intuii a cosa potessero servire, solo quando entrammo all’interno dello stabile capii cosa stava per accadere da li a poco. L’avevo studiato a scuola, le camere a gas, ci portavano i martiri affermando che fossero delle comuni docce, per evitare il delirio delle vittime di fronte alla morte, li facevano spogliare e li chiudevano tutti li dentro, dopo di ché venivano aperte le “docce”. Camminavo con gli altri per i corridoi dello stabile e cercai con lo sguardo la mia nuova amica, durante la ricerca mi chiedevo perché tutte quelle persone non lottassero per salvarsi, non riuscivo a capire come potessero rimanere cosi impassibili davanti a tutto ciò, poi trovai il volto che stavo cercando e lasciai tutte le mie domande prive di risposte, corsi verso Betty e le strinsi forte la mano  che era gelida e sudata, probabilmente a causa del freddo, anche se ero quasi certa che fosse la tensione. Entrammo in una stanza e un nodo mi strinse la gola, questa sensazione svanì solo dopo aver capito che era la stanza dove dovevamo spogliarci,allora  al dolore subentrò l’imbarazzo, tutti si tolsero senza problemi quel poco che avevano addosso, in effetti era stupido farlo quando sai che tanto, da lì a poco, sarà la fine. C’erano uomini, donne, bambini e anche anziani, insomma non mancava proprio nessuno, alcune madri stringevano al petto scoperto i propri figli, alcuni uomini si coprivano la faccia con le mani, altri piangevano, altri ancora pregavano sottovoce,tutto avveniva discretamente, non uno strillo, nessuno perdeva il controllo. Ci spostarono finalmente nell’ultima stanza, era facile capire che fosse quella, bastava lanciare uno sguardo in alto per capirlo. Stavolta fu Betty a stringere la mia mano, solo un po’ più calda della sua, almeno cosi mi era sembrato e mi disse – promettimi che ti ricorderai di me- e una lacrima le rigò il viso serafico – di noi – ribatté, mentre le porte della camera venivano chiuse dietro di noi. Era come se sapesse che per me non sarebbe stata la fine, come se per un giorno fossi stata una curiosa ospite, come se fossi una spettatrice che assiste ad una esecuzione. Cercando di ignorare l’incendio che stava divampando nella mia gola e le lacrime che offuscavano la mia vista le risposi – te lo prometto – mi avvicinai ad un suo orecchio e le sussurrai – per sempre! – .

 

La mattina svegliarmi fu dura, ero turbata dalle fantasie notturne e la mia vista era ancora offuscata dalle lacrime, solo un ricordo aveva il pieno possesso della mia mente, Betty, poi dopo cominciai a ricordare anche tutto il resto e fui felice che fosse stato solo un sogno, che è diventato però  un ricordo indelebile nella mia memoria.

2008年11月

A volte

 

A volte  hai voglia di scappare e rifugiarti in un posto lontano, da tutto e tutti, pensando che sia la migliore cosa da fare, quando invece forse la cosa più giusta e utile dovrebbe essere misurasi con gli altri anche a costo di uscirne sconfitti, sarebbe meglio giocare alle auto-scontro con i problemi e fronteggiarli invece di farceli rimbalzare addosso.

A volte la testa ti gira cosi tanto che ti fa perdere il contatto con la realtà, con le persone, diventi come una di quelle trottole che vengono lanciate sul pavimento e girano, girano, girano respingendo tutto quello che gli è attorno, persino l’aria stessa e quando non ci riesce si schianta e finisce per ritrovarsi immobile e sottosopra sul pavimento.                                                                                           artwork_images_957_165799_m 

A volte ti senti come se avessi un peso sul petto che impedisce il regolare respiro, facendolo diventare affannoso e ansimante, quel peso sono tutte le preoccupazioni che ti affliggono e convergono lì dove dimora il cuore, in cerca di un qualche sollievo.

A volte è anche difficile solo parlare con un proprio simile, nonostante esistano tante forme di linguaggio che possono essere più esplicative di quello diretto della parola, basterebbe uno sguardo, un gesto, un suono, macché, tutti hanno bisogno di certezze e non si accontentano di queste piccole espressioni ignorando che è più facile che si menta parlando invece che guardando, diventa più semplice nascondersi dietro una bugia perché quando una persona ti guarda negli occhio tu non hai via di fuga e le emozioni non si possono camuffare.                                                          1987-07-Roll2-B&W-Redondo-062

 
A volte dopo che sbagliamo ci torturiamo per cercare di rimediare agli errori, quando forse sarebbe sufficiente scusarsi , per certe cose, poi, scusarsi non serve a nulla perché non tutto si fa inconsapevolmente e sarebbe come tradirsi porgendo finte scuse per poi perseverare nell'errore.                                                                                                      chiedere-scusa
 

A volte un tremore può essere la risposta ad una tua domanda, perché risponde il corpo al tuo posto.

A volte si perde tempo a sognare di essere felici e contenti, invece di impegnarsi per esserlo, perché nei sogni se qualcosa non ti piace puoi sempre ricominciare da capo e cancellare tutto dalle mente come si cancella una lavagna, ma la vita non è una lavagna, è un libro e se sbagli può sempre rimediare voltando pagina e creando un bel finale.

 
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A volte, a volte, a volte …

A volte sarebbe meglio fregarsene di cosa è meglio o peggio: sbaglia, inciampa, cadi, perché se sei fortunato quando alzerai la testa troverai un amico che ti tende la mano.

 

2008年10月

Far Away

 Far Away                                 

This time, This place 
Misused, Mistakes
Too long, Too late
Who was I to make you wait
Just one chance
Just one breath
Just in case there's just one left
'Cause you know,
you know, you know

[CHORUS]
That I love you
I have loved you all along
And I miss you
Been far away for far too long
I keep dreaming you'll be with me
and you'll never go
Stop breathing if
I don't see you anymore

On my knees, I'll ask
Last chance for one last dance
'Cause with you, I'd withstand
All of hell to hold your hand
I'd give it all
I'd give for us
Give anything but I won't give up
'Cause you know,
you know, you know

[CHORUS]

So far away
Been far away for far too long
So far away
Been far away for far too long
But you know, you know, you know

I wanted
I wanted you to stay
'Cause I needed
I need to hear you say
That I love you
I have loved you all along
And I forgive you
For being away for far too long
So keep breathing
'Cause I'm not leaving you anymore
Believe it
Hold on to me and, never let me go
Keep breathing
'Cause I'm not leaving you anymore
Believe it
Hold on to me and, never let me go
Keep breathing
Hold on to me and, never let me go
Keep breathing
Hold on to me and, never let me go

Cosi lontano....

Questo tempo, questo luogo
Maltrattato, errori
Troppo a lungo, troppo tardi
Chi ero io per farti attendere
Giusto un’altra opportunità
Giusto un altro respiro
Giusto qualora ci sia un’altra via
Perché tu sai
Tu sai, tu sai


Che ti amo
Ti ho amato tutto il tempo
E mi manchi
Così troppo lontana per troppo tempo
Sogno che tu sarai con me
E non andrai via
Smetto di respirare se
Non ti rivedo ancora una volta

In ginocchio, Chiederò
Un’ultima possibilità per un ultimo ballo
Perché con te, io resisterei
a tutto l’inferno per stringere la tua mano
Ti darei tutto
Lo darei per noi
Darei ogni cosa ma non rinuncerò
Perché tu lo sai,
Tu sai, tu sai

Così lontano
Sei stata così lontano per troppo a lungo
Così lontano
Sei stata così lontano per troppo a lungo
Ma tu sai, tu sai, tu sai

Che io volevo
Volevo stare con te
Perché io chiedevo
Io ho bisogno che sentissi che ti dicessi
Che io ti amo
Ti ho amato tutto il tempo
E ti perdono
Per essere stata lontano così tanto tempo
Allora riprendo a respirare
Stretta a me, e senza lasciarmi andare più via

2008年9月

Per te...

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Ad un’Amica

Non ho bisogno di guardarti per sapere che stai male: la tristezza e la malinconia che in questo momento ti angosciano oltrepassano ogni muro, ogni spazio, ogni aria e arrivano fino a me che desidero sapere come stai. Sembra cosi assurdo che la cosa che ti rende più felice al mondo sia anche quella che pian piano ti soffoca fino a farti mancare il respiro, fino a spegnerti, fino a perderti.

In questi casi ci si dovrebbe chiedere se ne vale la pena, essere diversi da quello che si è per poter essere felici insieme alla persona che si ama...  Ma allora tutti i bei discorsi sull’amore che rende liberi, leggeri, sereni perché proprio non si ha bisogno di fingere o nasconderti… ma si può essere ciò che si è senza maschere ne compromessi, ma allora di tutte queste belle parole che te ne fai?

Nessuno ha il diritto di dirti cosa sia meglio per te, però sicuramente ti sarai accorta del tuo assopimento quando specchiandoti negli occhi di un’amica non vedi più un sorriso ma una smorfia contratta e bugiarda che vuole nascondere un dissidio.

 

Questa dolce canzone la dedico a te...

 

LOST
I can't believe it's over

I watched the whole thing fall
And I never saw the right man was on the wall
If I don't land
Days were slipping past
That the good things never last
That you were crying

Summer turned to winter
And the snow it turned to rain
And the rain turned into tears upon your face
I hardly recognized the girl you are today
And god I hope it's not too late
It's not too late
'Cause you are not alone
I'm always there with you
And we'll get lost together
Till the light comes pouring through
'Cause when you feel like you're done
And the darkness has won
Babe, you're not lost
When your worlds crashing down
And you can't bear to fall
I said, babe, you're not lost


Life can show no mercy
It can tear your soul apart
It can make you feel like you've gone crazy
But you're not
Things have seem to changed
There's one thing that's still the same
In my heart you have remained
And we can fly fly fly away

'Cause you are not alone
And I am there with you
And we'll get lost together
Till the light comes pouring through
'Cause when you feel like you're done
And the darkness has won
Babe, you're not lost
When the worlds crashing down
And you can not bear to crawl
I said, baby, you're not lost
mmm yeaah yeaah
I said, baby, you're not lost
I said, baby, you're not lost
oohh yeaah
I said, baby, you're not lost

Persa

Non riesco a credere che sia finita
ho visto l'intera cosa cadere
e non ho mai visto la scritta che c'era sul muro
se solo avessi saputo...
che i giorni si stavano liberando del passato
che le cose belle non durano mai
che tu stavi piangendo

l'estate è diventata inverno
e la neve è diventata pioggia
e la pioggia si è trasformata in lacrime sul tuo viso
ho a fatica riconosciuto la ragazza che sei oggi
Dio, spero che non sia troppo tardi
che non sia troppo tardi
perché non sei sola
sono sempre lì con te
e ci perderemo assieme
fino a che la luce arriverà ed entrerà
perché quando ti senti come se fossi esaurito
e il buio vince su di te, tesoro, non ti sei persa
quando il tuo mondo si schianta
e non riesci a sopportare il pensiero
ho detto, tesoro, che non ti sei persa

la vita a volte non ha pietà
può lacerarti l'anima, può farti sentire
come se fossi impazzito
ma tu non sei impazzita
anche se le cose sembra che siano cambiate
c'è una cosa che è ancora la stessa:
tu sei rimasta nel mio cuore
e noi possiamo volare, volare, volare via

perché non sei sola
ed io sono sempre lì con te
e ci perderemo assieme
fino a che la luce arriverà ed entrerà
perché quando ti senti come se fossi esaurito
e il buio vince su di te, tesoro, non ti sei persa
quando il tuo mondo si schianta
e non riesci a sopportare il pensiero
ho detto, tesoro, che non ti sei persa

Decisioni
 ho detto, tesoro, che non ti sei persa!!!