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2009年2月 Pensiero di una delle notti di quest'estate...Trovato per caso. Un piccolo foglietto impiastricciato, insabbiato.... con il profumo del mare...
Io ti vedo come sei…poi come ti vorrei…e a malincuore mi accorgo che non è la stessa persona quella che guardo…tranne gli occhi…quelli mi sembrano sempre gli stessi. Sono finestre dalle quali mi sporgo per poter finalmente vededere un bambino, senza cattiveria, senza malizia, con un cuore che scalda il mio ogni volta che sei vicino a me. Ogni volta che mi ferisci vorrei dirti che “non ti potrò mai perdonare”, ma mentirei, perché alla fine lo faccio sempre. 2009年1月 Il mio piccolo elaborato per la shoa...che è stato bocciato14 gennaio ’09 Una notte lunghissima, un sonno irrequieto… Mi svegliai. Nulla intorno a me era familiare. C’era più buio del solito, avevo più freddo del solito,pensavo che forse mi ero svegliata nel cuore della notte, ma c’era una strana luce… Improvvisamente ebbi un sussulto, capii di non essere a casa ma in luogo totalmente diverso, un altro sussulto, qualcosa si mosse, non ero da sola, intorno a me tante, forse troppe persone che avevano un aspetto quasi spettrale, dure occhiaie e graffi ovunque, il viso pallido tanto da sembrare gelato e addosso solo uno straccio. Poi notai una cosa ancor più sconvolgente, dei numeri sul braccio: sembrava, però, che più che essere stati tatuati, fossero stati marchiati, come delle mucche o dei suini! Per fortuna prima che cominciassi a gridare per l’orrore una ragazza mi si avvicinò: i lineamenti belli, la figura snella, dimostrava si e no vent’anni ma sicuramente se fosse stata pulita e meno sconvolta mi sarebbe apparsa angelica e ancora più giovane, si portò un dito alla bocca rossa e sottile – shhhh – sussurrò e mi fece segno di calmarmi, non mi ero accorta dei tremori che percorrevano tutto il mio corpo come una scarica elettrica – che ci faccio qui? Dove sono? E tu chi sei? – le chiesi. Avevo mille interrogativi in testa ma non riuscivo a parlare. – siamo tutti qui per lo stesso motivo – disse la ragazza e con un lieve movimento del mento mi chiese di guadare il braccio. 134658 era il numero inciso sul mio braccio…di colpo rabbrividii. – come ti chiami? – le chiesi con voce tremante, ma quella si limito a mostrarmi solo il numero inciso sul suo braccio, lo fissò anche lei, il suo sguardo era vuoto, non si leggeva paura nei suoi occhi, ma solo rassegnazione. Provai a sorriderle e le chiesi ancora – come ti chiami? – non ricevetti una risposta immediata, il suo sguardo vagava nel vuoto come se cercasse di ricordare, mi sembrava assurdo che qualcuno potesse scordare il proprio nome. Dopo un po’ mi guardò con aria interrogativa e disse – Betty, credo di chiamarmi Betty – un altro brivido mi percorse il corpo e allo stesso tempo una pena infinita invase il mio cuore. Guardando tutte quelle persone mi accorsi immediatamente che avevano tutti lo stesso sguardo assente e rassegnato, sembrava come se ognuno di loro stesse ripercorrendo, attraverso i ricordi, la propria vita, tutti avevano una storia diversa, era evidente, ma una cosa li accomunava, il loro presente e probabilmente anche il futuro. Erano tutti pronti a morire, pronti ad affrontare una fine ingiusta e insensata che qualcuno aveva deciso per loro, a causa di una “colpa” mai commessa, della loro natura, della loro essenza. Ad un tratto Betty sembrò ascoltare i miei pensieri e mi scosse con le sue parole – sei preoccupata? – mi chiese, ma più che una domanda sembrava un’ affermazione e non le risposi – stai tranquilla dicono che non si capisce che cosa accade quando… – prese fiato – insomma ci fanno un favore secondo me, non ce la faccio più a stare qui, sarà bello essere di nuovo “liberi” - . Non riuscii a risponderle. Non ero per niente preoccupata di quello che da lì a poco sarebbe successo, una parte di me si rendeva conto di quanto tutto cioè fosse assurdo, che probabilmente fosse tutto semplice frutto della mia immaginazione, ma non riuscivo ugualmente a non provare pena per quella gente, dopotutto sognare è come guardare un film di cui tu stesso sei il regista ed è impossibile non immedesimarsi in alcune vicende. Guardai ancora quei martiri e intravidi un uomo, diverso dagli altri, più pulito e nei suoi occhi un barlume di speranza, doveva essere il Kapò, vicino a lui un soldato, anzi un sergente a giudicare dalle medagliette sulla divisa. Lentamente mi avvicinai ai due e mi fermai proprio vicino al sergente delle SS, strano a dirsi ma mi parve che avesse lo sguardo dolce, cosi cercando di dare un tono convincente alla mia voce ruppi l’imbarazzante silenzio che si era creato nella stanza – salve – esordii – mi chiamo L…Lucy – non so perché mentii sulla mia identità, la stanza in quel momento si riempì di sussurri e sentii tutti gli occhi puntati su di me, occhi improvvisamente timorosi, occhi curiosi. Capii che probabilmente stavo facendo qualcosa che nessuno prima d’ora avesse mai fatto; mi schiarii la gola e prima che il sergente potesse interrompermi , in realtà era strano che non lo avesse già fatto, proseguii – può dirmi perché? Perché tutto questo? e perché lei lo fa? Insomma non si sente… - non mi lasciò neanche finire la frase che esclamò – eseguo gli ordini – ma subito lo incalzai – perché? Non le dispiace per questa gente? – e con un gesto largo indicai la folla attorno a noi. L’uomo non sembrò turbato dalle mie parole, sembrava che si fosse posto quelle domande già tante volte, dopotutto era quasi impossibile non farlo, infatti ci mise poco a rispondermi – bambina – lo sguardo che si era fatto sempre più dolce improvvisamente diventò pieno di amarezza – ritengo inconcepibile che un capo subalterno non esegua gli ordini impartiti dal capo dello Stato! – concluse cosi la sua breve ma eloquente spiegazione. Se la storia di Betty, la ragazza che non riusciva quasi a ricordarsi il proprio nome mi era sembrata triste, questa del sergente, impotente davanti alla crudele realtà e divorato dai sensi di colpa, mi turbò nel profondo, non c’erano alternative, erano tutte marionette in mano ad un burattinaio impazzito. Non mi servii porre altre domande né al sergente né ad altri, era tutto brutalmente chiaro e irreversibile. Dopo qualche ora, che a me parve più un battito di ciglio, dei soldati ci condussero fuori dalla stanza, poi fuori dallo stabile: attorno a me solo colori come grigio, nero, marrone fango, né il verde vivace della vegetazione, né l’azzurro allegro del cielo,sembrava che anche la terra soffrisse insieme a noi. Ci condussero ancora in un altro stabile, grande quanto quello precedente, ma le pareti di questo erano percosse da lunghi tubi, inizialmente non intuii a cosa potessero servire, solo quando entrammo all’interno dello stabile capii cosa stava per accadere da li a poco. L’avevo studiato a scuola, le camere a gas, ci portavano i martiri affermando che fossero delle comuni docce, per evitare il delirio delle vittime di fronte alla morte, li facevano spogliare e li chiudevano tutti li dentro, dopo di ché venivano aperte le “docce”. Camminavo con gli altri per i corridoi dello stabile e cercai con lo sguardo la mia nuova amica, durante la ricerca mi chiedevo perché tutte quelle persone non lottassero per salvarsi, non riuscivo a capire come potessero rimanere cosi impassibili davanti a tutto ciò, poi trovai il volto che stavo cercando e lasciai tutte le mie domande prive di risposte, corsi verso Betty e le strinsi forte la mano che era gelida e sudata, probabilmente a causa del freddo, anche se ero quasi certa che fosse la tensione. Entrammo in una stanza e un nodo mi strinse la gola, questa sensazione svanì solo dopo aver capito che era la stanza dove dovevamo spogliarci,allora al dolore subentrò l’imbarazzo, tutti si tolsero senza problemi quel poco che avevano addosso, in effetti era stupido farlo quando sai che tanto, da lì a poco, sarà la fine. C’erano uomini, donne, bambini e anche anziani, insomma non mancava proprio nessuno, alcune madri stringevano al petto scoperto i propri figli, alcuni uomini si coprivano la faccia con le mani, altri piangevano, altri ancora pregavano sottovoce,tutto avveniva discretamente, non uno strillo, nessuno perdeva il controllo. Ci spostarono finalmente nell’ultima stanza, era facile capire che fosse quella, bastava lanciare uno sguardo in alto per capirlo. Stavolta fu Betty a stringere la mia mano, solo un po’ più calda della sua, almeno cosi mi era sembrato e mi disse – promettimi che ti ricorderai di me- e una lacrima le rigò il viso serafico – di noi – ribatté, mentre le porte della camera venivano chiuse dietro di noi. Era come se sapesse che per me non sarebbe stata la fine, come se per un giorno fossi stata una curiosa ospite, come se fossi una spettatrice che assiste ad una esecuzione. Cercando di ignorare l’incendio che stava divampando nella mia gola e le lacrime che offuscavano la mia vista le risposi – te lo prometto – mi avvicinai ad un suo orecchio e le sussurrai – per sempre! – .
La mattina svegliarmi fu dura, ero turbata dalle fantasie notturne e la mia vista era ancora offuscata dalle lacrime, solo un ricordo aveva il pieno possesso della mia mente, Betty, poi dopo cominciai a ricordare anche tutto il resto e fui felice che fosse stato solo un sogno, che è diventato però un ricordo indelebile nella mia memoria. 2008年11月 A volteA volte hai voglia di scappare e rifugiarti in un posto lontano, da tutto e tutti, pensando che sia la migliore cosa da fare, quando invece forse la cosa più giusta e utile dovrebbe essere misurasi con gli altri anche a costo di uscirne sconfitti, sarebbe meglio giocare alle auto-scontro con i problemi e fronteggiarli invece di farceli rimbalzare addosso. A volte la testa ti gira cosi tanto che ti fa perdere il contatto con la realtà, con le persone, diventi come una di quelle trottole che vengono lanciate sul pavimento e girano, girano, girano respingendo tutto quello che gli è attorno, persino l’aria stessa e quando non ci riesce si schianta e finisce per ritrovarsi immobile e sottosopra sul pavimento. A volte ti senti come se avessi un peso sul petto che impedisce il regolare respiro, facendolo diventare affannoso e ansimante, quel peso sono tutte le preoccupazioni che ti affliggono e convergono lì dove dimora il cuore, in cerca di un qualche sollievo. A volte è anche difficile solo parlare con un proprio simile, nonostante esistano tante forme di linguaggio che possono essere più esplicative di quello diretto della parola, basterebbe uno sguardo, un gesto, un suono, macché, tutti hanno bisogno di certezze e non si accontentano di queste piccole espressioni ignorando che è più facile che si menta parlando invece che guardando, diventa più semplice nascondersi dietro una bugia perché quando una persona ti guarda negli occhio tu non hai via di fuga e le emozioni non si possono camuffare. A volte dopo che sbagliamo ci torturiamo per cercare di rimediare agli errori, quando forse sarebbe sufficiente scusarsi , per certe cose, poi, scusarsi non serve a nulla perché non tutto si fa inconsapevolmente e sarebbe come tradirsi porgendo finte scuse per poi perseverare nell'errore.
A volte un tremore può essere la risposta ad una tua domanda, perché risponde il corpo al tuo posto. A volte si perde tempo a sognare di essere felici e contenti, invece di impegnarsi per esserlo, perché nei sogni se qualcosa non ti piace puoi sempre ricominciare da capo e cancellare tutto dalle mente come si cancella una lavagna, ma la vita non è una lavagna, è un libro e se sbagli può sempre rimediare voltando pagina e creando un bel finale. A volte, a volte, a volte … A volte sarebbe meglio fregarsene di cosa è meglio o peggio: sbaglia, inciampa, cadi, perché se sei fortunato quando alzerai la testa troverai un amico che ti tende la mano.
2008年10月 Far AwayFar Away This time, This place Cosi lontano.... Questo tempo, questo luogo 2008年9月 Per te...Ad un’Amica
Non ho bisogno di guardarti per sapere che stai male: la tristezza e la malinconia che in questo momento ti angosciano oltrepassano ogni muro, ogni spazio, ogni aria e arrivano fino a me che desidero sapere come stai. Sembra cosi assurdo che la cosa che ti rende più felice al mondo sia anche quella che pian piano ti soffoca fino a farti mancare il respiro, fino a spegnerti, fino a perderti. In questi casi ci si dovrebbe chiedere se ne vale la pena, essere diversi da quello che si è per poter essere felici insieme alla persona che si ama... Ma allora tutti i bei discorsi sull’amore che rende liberi, leggeri, sereni perché proprio non si ha bisogno di fingere o nasconderti… ma si può essere ciò che si è senza maschere ne compromessi, ma allora di tutte queste belle parole che te ne fai? Nessuno ha il diritto di dirti cosa sia meglio per te, però sicuramente ti sarai accorta del tuo assopimento quando specchiandoti negli occhi di un’amica non vedi più un sorriso ma una smorfia contratta e bugiarda che vuole nascondere un dissidio.
Questa dolce canzone la dedico a te...
LOST Persa
2008年9月 CambiamentiCammino per strada e mi investe l’odore della cancelleria, quando sta per iniziare la scuola si sente, tante piccole scolare entrano nelle cartolerie e comprano penne di ogni tipo, ogni colore, ogni forma … mi è parso anche di vederne alcune con dei brillantini addirittura. Sto ancora camminando e senza accorge mene imbocco una strada mai presa, non ci sono alberi ne piccole aiuole, solo vecchi palazzi – deve essere un’antica parte della città – ecco, uno dei tanti palazzi attira il mio interesse, anch’esso pare vecchio, con il balcone grande stile impero, con le inferriate ondeggianti e poi una finestra a due ante – strano è tutta aperta, ci devono abitare ancora – si intravede una di quelle tende velate e trasparenti, candida come un abito nuziale mai indossato. Si sente un sottofondo di musica leggera, è tutto cosi curioso, sembra che in quel posto il tempo si sia fermat, persino l’aria che prima sapeva di cancelleria e smog, ora sa più di passato, sa di polvere, di grano e sale. La palazzina era interamente ricoperta di edera, verdeggiate e salda, il portone non era grande come mi aspettavo, tutt’altro, ma era robusto e sicuro, con una serratura in ferro come quelli dei grandi castelli delle favole – cavoli vorrei proprio poterci entrare, dentro potrei trovare tetti affrescati e mobili rinascimentali … vabè forse in quel modo somiglierebbe più ad un museo che ad una piccola reggia hihi – mi viene voglia di arrampicarmi fino a quella finestra ed attendere li il mio romeo, magari indossando una di quelle sottovesti lunghe, con il collo largo e leggermente trasparenti, i capelli arruffati come se mi fossi appena svegliata da un sonno lungo e piacevole ed un ‘espressione speranzosa in viso. Ad un tratto qualcosa, o forse sarebbe meglio dire qualcuno, mi scaraventa a muro, un muro graffiante e appena appena arso dal tempo – chi sei? - ma neanche il tempo di pormi la domanda che ti vedo … inizialmente sono sorpresa e sto per chiederti come mai anche tu ti trovi lì, in quel posto in cui sembra che il tempo si sia dimenticato di passare, pensandoci però mi accordo che sarebbe un’altra domanda inutile di cui già conosco la risposta – sto di nuovo sognando ad occhi aperti, ma quando la smetterò? – il tuo sguardo è serio e deciso, mi fissi come se stessi cercando oltre i miei occhi una risposta, un segno … pensavo che non te ne fossi accorto e invece. C’è qualcosa che non va ma non so dirti cosa, prima ero la roccia e tu la marea, adesso tutto è cambiato e sono diventata come uno di quei sassolini che stanno sulla riva di una spiaggia inospitale e che si fanno trascinare dalle spuma delle onde che incostanti battono sulla ghiaia sempre umida, o forse sono sempre quel sassolino che però qualcuno ha raccolto e gettato lontano nel mare, su fondali inesplorati e correnti forestiere che non so dove mi possono portare. La tua stretta si fa sempre più debole e ho paura che tu mi voglia lasciare andare, poi mi prendi dolcemente la mano e mi stacchi da quel muro che pare massiccio come quello che ho intorno al cuore, tu lo scalfisci sempre più e tremo al pensiero di come mi sentirò fragile e vulnerabile quando lo frantumerai del tutto. Esci dalla tasca una chiave, grande e arrugginita, esitante apri il portone del maestoso palazzo, la cosa non mi sorprende più di tanto, tu possiedi le chiavi che aprono qualsiasi porta, l’ansia mi assale, è come una vertigine, mi rende cosi insicura da tirarmi indietro non appena le situazioni nelle quali mi imbatto rendono necessario l’intervento del mio cuore oltre che della mia mente, e allora tutto diventa offuscato e perdo ogni contatto con i miei desideri … Tutto cambia , ma il mio autunno non arriva, non fiorisce nessuna pianta, non si sente alcun odore, mi rimangono solo i segni su quel muro scalfito dal tempo ma che ancora difende ciò che possiede all’interno. 2008年6月 Paura di volare...- Questo pilota è leggermente spericolato vero?.. - E già...l’hai notato anche tu allora… BASTA! ora lo uccido! - Dai su non ci pensare…proviamo a dormire un po’ magari… - Mm ok ok.
Ma come siamo già arrivati?…sapevo che la cosa migliore era provare a riposare un po’ma che addirittura non mi accorgessi di essere ancora sull’aereo non me l’aspettavo..bah meglio cosi!. Le hostess sono sempre tanto gentili, per lo meno alcune di loro… le saluto cordialmente e prendo le mie cose. Strano sembra tutto più facile e leggero…forse perché ho mangiato tutto quello che era nella borsa hihi ( un piccolo consiglio per le giovani esploratrici del globo, se andate a vivere una piccola avventura in Grecia fate il pieno di schifezze da mangiare, perché lì il cibo, quello buono, lì lascia un po’ a desiderare J). Gli aeroporti mi fanno sempre uno strano effetto, sono affascinanti, c’è sempre tutto quello che ti serve e per di più ti permette di partire con questo “affare volante” e vedere il mondo, mi sento come dentro ad una piccola biglia trasparente che contiene un universo intero di magia e fantasia. Dopo aver passato almeno mezz’ora ad attendere l’arrivo dei bagagli ( il mio casualmente è sempre l’ultimo..credo che tutti sappiano che sono un tipo ansioso) finalmente usciamo, c’è una leggera brezza e mi sembra di sentire il profumo della Sicilia. Comodamente sdraiata in autobus mi godo lo spettacolo che lo splendido mare della spagnola mi offre, sembra che si sia fatto più bello per il nostro ritorno, le compagne sbraitano un po’, ma anche se è fastidioso non trovo giusto sopprimere questa loro allegria che solo verso la fine di questa avventura è riuscita a contagiare anche quegli stranissimi esemplari di teenager della II C, mi viene da sorridere, sarà perché tutto è più familiare, sarà perché ho sentito la mancanza di casa, sarà perché mi sento diversa. Sei giorni in uno stato straniero forse mi hanno fatto bene, anche se sento di essere cambiata ancor prima di partire per quel sogno chiamato GRECIA! Ecco la 47 esima chiamata di mia madre: “ si stiamo arrivando giusto 10 minuti mamma e siamo lì…no…no non ho scordato niente e poi anche quando adesso è troppo tardi…no…ma che c’entra non ho detto che ho scordato qualcosa…ma..mam…mamma scusa non prende bene qui…non ti sento più…ciaooo”. Lo so che è un vecchio trucco e che capirà di certo che ho voluto troncare la chiamata, ma tanto sarà troppo contenta di vedermi che non mi sgriderà per questo :P. Arriviamo che è già troppo buio, ma vedo ugualmente i miei e mio fratello, strano che sia qui anche lui di solito preferisce dormire…ahhh ci sono, vuole subito il suo regalo. So già che dopo i saluti tutti questi compagni d’avventura torneranno ad essere dei perfetti sconosciuti che incontrerò per strada e ignorerò, come se non avessimo mai condiviso niente insieme, a parte l’eccezione di quella persona speciale che non vuoi perdere e che ti ricorderà sempre un’esperienza speciale e per questo penserai a lei sorridendo, i prof invece, che in gita erano quasi miei complici e che ho visto sotto altre vesti, quelli di uomini e donne che sanno divertirsi e ridono e scherzano, bene, anche loro torneranno ad essere quelle persone di pietra e autoritarie di sempre. Entro a casa e finalmente non ho paura di toccare gli oggetti o anche di camminare a piedi scalzi, ma soprattutto non ho paura di dormire su delle lenzuola sudice e che non mi appartengono, a casa mia dormo di nuovo bene abbracciata al mio cuscino soffice pensando magari di abbracciare lui che mi trasmette serenità. Il risveglio piacevole mi conferma che sono veramente a casa per fortuna, ma qualcosa è diverso, non so bene ma ho la sensazione che qualcosa sia cambiato…forse sono troppo sconvolta per il lungo viaggio J. Com’è mia consuetudine mi collego ad MSN perché ho voglia di parlare con tutte le belle persone che conosco…o forse è solo una scusa… come pensavo…la mia dolcissima Antonella scrive che le sono mancata tantissimo, lo stesso la mia cara Bimba, fin qui niente di nuovo, poi pero parlandoti succede! Non me lo sarei mai immaginato, ti sono mancata, perché ti sento diverso, è come se tu sapessi che stai parlando con una persona che mi somiglia ma che non sono più io, è come se mi avessi conosciuto di nuovo, però sta volta quello che vedi ti piace e sorridi di più. Me lo sono sempre detta “ DEVI AVERE PAZIENZA”, io ho aspettato e adesso finalmente sembra che tutta quest’interminabile attesa abbia portato a qualcosa di buono. Mi sento cosi leggera, ma cos’è questa sensazione? È come se stessi volteggiando tranquilla nell’aria ma non sento il peso del paracadute che teoricamente dovrei aprire per evitare di schiantarmi al suolo come un pomodoro. Sono inquieta ma sorrido, perché mi sta succedendo qualcosa che ho sognato cosi tante volte che è come se sapessi che tra poco mi sveglierò e non ho bisogno di allarmarmi se mi manca la terra sotto i piedi… Che cosa ti ha fatto cambiare cosi? Perché ora? Non hai paura? Io ne ho fin troppa, l’ho sempre avuta… ma tu eri la mia ancora, con i tuoi atteggiamenti disinvolti mi scoraggiavi e io non avevo motivo di provare a buttarmi nel vuoto senza sapere che tu, TU mi avresti presa per mano. È successo tutto come se: “fossimo insieme su un cornicione di un ponte e non abbiamo il coraggio di guardare giù…tu lo fai ugualmente e sorridi…la cosa non ti spaventa più di tanto forse perché vuoi dimostrarmi che TU puoi farlo…cominci a contare e mi guardi…io sono terrorizzata e pietrificata ma in quegli occhi mi perdo e ti faccio segno che sono pronta anch’io… 3 … 2 … 1 …NO! Ho lasciato la tua mano e stai volando da solo e io ti guardo dall’alto, è una cosa orribile. Solo adesso che ho il coraggio anch’io di volare capisco che TU eri il mio paracadute… tu sei già con i piedi a terra e mi guardi, ma dal basso, e mi sembra quasi di sentirti gridare IT’S TOO LATE NOW! Quando arrivo a terra mi faccio male è sento qualcosa che si rompe…ma non è un arto, qualcosa dentro a fatto CHRIK…vengo verso di te ormai debole ma tu non capisci come sto.” Ahhhh non faccio altro che fantasticare, dovrei prepararmi per le mie ultime interrogazioni ma…ho bisogno di parlarti, di spiegarti perché mi sono comportata cosi, del perché IO forse non sono pronta, non sono liberà è questo…e non lo sarò finché non imparerò a proteggermi dal mondo e da te. Parlo con le mie amiche, si preoccupano per me ed è normale… di tutto questo ha colpa solo il DESTINO che si è presentato troppo presto e sicuro, quando ancora invece non posso fare niente per renderlo reale e viverlo. Ho la nausea…mi sento anche tremare e non capisco cosa succede…
- Hey! Lety dormi ancora?!?…svegliati che stiamo atterrando!! Ohhh - Ho dormito? - E certo..un po’ anch’io ma con questo cretino per pilota non è stato semplice, tu sicuramente eri stanca per questo sei crollata cosi…ma.. stai bene? - Mmm si…si tranquillo e grazie…emm scusa non è che potresti tenermi la mano?... ho paura di volare senza… 2008年5月 Un finto fioreSapevo che non potevo averla persa…il ricordo di una splendida giornata riaffiora. Riaffiorano le emozioni, le parole, i gesti, gli sguardi, ecco a un tratto mi sembra quasi di poterti sfiorare se allungo la mano…mi sembra quasi che tu possa e in un certo senso voglia afferrarla, per poi spingermi tra le tue braccia. Lo sento, è leggero e frizzantino, un profumo che ti entra dentro e non va più via, come tu non vai più via dal mio cuore. Io giuro ci sto provando da tanto, sto li con uno straccio e strofino ,strofino ma niente, non vai via. Ho consumato una buona parte del mio cuore nel tentativo di rimuoverti ed è tutto inutile perché quando poi meno me lo aspetto tu riappari…come quelle candele di compleanno che si usano per fare gli scherzi, tu soffi, soffi, soffi ancora una volta, e un’altra ancora, sei senza fiato ma forse, ci sei riuscito l’hai spenta, no! No! Non è cosi si riaccende! Uff.. In quell’abbraccio ci morirei, alzo la testa e ti vedo guardo il tuo viso e mi sembra che i tuoi occhi luccichino ma non è cosi, sarebbe stato bello si, in realtà è il riflesso dei miei che si sono commossi o più probabilmente hanno paura che tutto questo bel sogno possa finire troppo presto. Solitamente io non prendo per mano le persone ma con te mi viene naturale, afferro la tua mano che è poco più grande della mia… Dove andiamo adesso? Quale sarà il prossimo passo? Non sono mai riuscita a immaginarmelo, forse perché è troppo assurdo… ma se nei sogni tutto è possibile ci dovrei riuscire, ci sono, certo deve essere cosi, è solo il timore di ciò che potrei volere o desiderare…o semplicemente di non volermi più svegliare. Mi sento cmq in una specie di coma emotivo e mi sveglio solo quando lui lo decide. Il mio dottore. il mio flagellatore. Sono la stessa persona, due facce in una sola…ecco lo sapevo mi sveglio, proprio adesso che avevo trovato (forse) il coraggio di sognare…di provare… 2008年5月 Per NOI è tardi ormai.. e ciò che voglio non è qua
il mondo passa e va intorno a me... ...così vicini ma lontani solo io e te ....il mio destino sei tu... ed io vorrei che non finisse mai l'intesa tra di noi, la magia…
...io non credevo alla fantasia ma so che ancora non sei mio... quello che voglio è stare con te! CON TE i sogni diventano realtà ....tu sei nel cuore e nell'anima non c'è più niente che ora non farei... per averti qui con me... Adesso non è possibile... l'idea di perderti LA REALTA' CANCELLA LA MIA FANTASIA ...la tua paura è la stessa mia... ma poi mi sveglio e perdo quel che ho... perchè per noi è tardi ormai...”
Ricorda che: “sono sola anch’io..come vivi tu…e come te cerco l’Amore” 2008年4月 Huntress of dreams...e forse ti starai chiedendo:” Lui ha tutto quello che cercavo in un uomo?” Che già il solo fatto di pensare di avere cercato mi fa sentire una stupida, dovrei sapere che le cose più belle sono quelle che non ti aspetti e che ti stupiscono, ti emozionano proprio perché inaspettate. Immagino che questo accada solo quando la solitudine viene a bussare alla tua porta e ti rimprovera “NESSUNO ha bisogno di stare da solo” e allora tu riconosci che dopotutto ha ragione e gridi “Salvami”. Ho visto un migliaio di tramonti morire…è una cosa normale, fa parte del ciclo della vita, della natura…cosi anche quelli che possono sembrare fiamme d’amore alla fine si rivelano per quello che sono …semplici falò d’affetto, d’attrazione, perché no, anche di un amore che però non era quello che ti rapisce il cuore per sempre. Forse “rapire” non rende davvero l’idea di questo amore, quello che accade secondo me è più uno scambio: il mio cuore in cambio del tuo! Sono un po’ stanca di questa situazione, come dicono i negro amaro mi sento in BILICO, ho bisogno che qualcuno accenda la mia miccia…non sono mai stata un’incendiaria, forse mi manca il coraggio o forse mi manca la persona, infondo uno dei due “amanti” deve pur mettersi in gioco. Devo trovarti per dirti quanto ho bisogno di te J Pensate che sia stupida? …come potrei darvi torno lo penso anch’io. Ma se nell’amore non ci sono ne schemi, ne regole, ne limiti, allora perché ci devono essere gli stupidi? Userò il sillogismo di Aristotele per spiegarmi: se chi ama è stupido e tutti gli uomini amano, allora tutti gli uomini sono stupidi! Ma lasciamo perdere…non sono un filosofo ne tanto meno voglio esserlo quindi chiudo qui la parentesi “filosofia”. Vi è capitato di vedere il suo viso ma non riuscire a definirlo? Sembra uno scherzo della tua stessa mente…non ti preoccupare è solo il tuo cervello che si fa beffa di te…o forse no… La notte oltre che il buio, le stelle, la luna, porta anche desideri, idee, fantasie…l’oscurità per fortuna riesce a nasconde il rossore delle guance quando dopo aver fatto un sogno romanticissimo ci rendiamo conto che tutto ciò non è successo, ne accadrà in futuro, perché son solo sfuggenti fantasie di una bambina che all’amore perfetto ci vuole credere e non è pronta per crescere e affrontare la realtà, non che sia deludente o brutta, anzi, può essere migliore dei sogni stessi a volte, ma per alcune sfortunate non sempre si arriva subito al dolce, prima si assaggia l’amaro,il salato,l’aspro,l’insapore…e non sempre è una cosa piacevole. Vabbè posso capire se non siete riusciti a comprendere il mio discorso dopo tutto è un po’ confusionario e poco chiaro per certi versi, ma magari c’è qualche altra Huntress of dreams nei paraggi che può rispondere alle mie domande e magari rendere un po’ più nitido il mio cielo in modo che anch’io presto possa riuscire a vedere le stelle… 2008年2月 .....Si secondo me è cosi...tante volte mi sono ritrovata a fantasticare sulle persone per cui ho provato qualcosa di simile all' amore anche perchè il mondo che noi ci creiamo nn ci delude mai...al contrario della realtà...è solo quando smettiamo di sognare momenti che vorremmo nn finesserò mai con persone da cui nn vorremmo mai dividerci che smettiamo di amare...
"Il problema nn è quanto aspetti, ma chi aspetti"
Secondo me aspettare la persona giusta quella da amare completamente è fondamentale perchè la felicità nn sta in tutta una vita ma in quei piccoli attimi magici che nn si scorderanno mai e che ogni volta che li riporti alla memoria ti procurano la stessa gioia e ti commuovono allo stesso modo...perchè nella loro brevità sono perfetti e inripetibili...Eraclito diceva che " tutto scorre, tutto diviene e nulla è" nn ci potra mai essere un altro momento uguale a un'altro e una volta passato questo momento bisogna essere pronti a viverne un altro...la vita può essere piena di dolcezza....
2008年1月 Metafora2008年1月 I sogniPer me i sogni nn fanno altro che rispecchiare tutto quello che noi vorremmo dalla vita, tutte le nostre peggiori paure e i nostri desideri più grandi. Credo che possa essere impossibile che una persona smette di sognare, perchè sarebbe come smettere di desiderare, e l'uomo questo nn è in grado di farlo. Vorrei tanto che certi miei sogni si avverassero e certi no ma secondo me sta solo a me decidere se farli avverare o meno...penso che con un pò di buona volontà ci si possa riuscire. La cosa che dovrei imparare a fare è solo crederci...ma nn ci spero molto. Voglio sognare cose diverse e vorrei anche smettere di rovinarmi i sogni con la mia negatività!!!! uff!!! Non ci fate caso è un piccolo sfogo! voglio tanto bene alle mie nike perchè sono nella realtà come sono nei sogni....dolcissime!!! GRAZIE 2008年1月 Una favola
2008年1月 Il primo bacio![]() Tutti quanti sogniamo o abbiamo sognato il primo bacio...un bacio magari dolce e innocente come questi...per alcuni il sogno si è avverato e per altri invece no...ci sono altri che ancora aspettano e spero x loro che sia come questo...in realtà ogni bacio dovrebbe essere cosi...tenero...semplice e che nn si scorda mai...spero che tutti voi abbiate ogni giorno il vostro primo bacio!! 2007年8月 ...e fuori è buio!Ti ricorderò in ogni gesto più imperfetto
ogni sogno perso e ritrovato in un cassetto
in quelle giornate k passavano in un'ora...
... perchè se sei felice
ogni sorriso è oro
e nella lontananza perdonandoti ti imploro
e parlerà di te...
...e ad ogni sguardo estrerno perdo l'interesse
e questo fa paura
tanta paura
paura di star bene
di scegliere e sbagliare
ma ciò k mi fa stare bene sei tu amore
ho collezionato esperienze da gigante
ho collezionato figuraccie e figuranti
ho passato tanti anni in una gabbia d'oro
si forse bellissimo,ma sempre in gabbia ero
ora dipenderò sempre dalla tua allegria
k dipenderà sempre solo dalla mia
e parlerà di te
e solo k...
..,ad ogni sguardo esterno perdo l'interesse
e tanto ti amo
k per quegli okki dolci posso solo stare male
e quelle labbra prenderle e poi baciarle al sole
perchè so quanto fa male la mancanza di un sorriso
quando allontanandoci sparisce dal mio viso
e fa paura
tanta paura
paura di star bene , di scegliere e sbagliare
ma ciò k mi fa stare bene ora sei tu amore
e fuori è buio 2007年7月 k stress Oggi è stata una giornata davvero pesante...i miei mi hanno davvaro oppressa. io nn gli e ne faccio una colpa è k nn mi lasciano mai spiegare o esprire parlano solo loro e questo solo per paura di quello k io ho da dire, per paura di poter cambiare punto di vista e dare un pò di fiducia. La fiducia è il pilastro di qualsiasi rapporto e se nn c'è o viene tradita nn bisogna abbattersi o chiudersi a riccio..a volte bisogna dare una seconda occasione o crearla dal niente. Magari quello k sto scrivendo vi sembrerà senza senso ma in realtà c'è è come. Voglio ringraziare i miei amici k fanno di tutto per rendermi partecipe dela loro vita e ringrazio anche i miei per come mi hanno educata ma adesso BASTA fare la bambina, mi sono stancata, volete una donna, l'avrete! 2007年7月 test...1- Chi sei??? ...14- Cosa m vedi a fare da ora a 10 anni? 2006年11月 bòNon ho molto da dire volevo solo rendere noto a chiunque legga il mio blog e si interessi a me in qualche modo che io nn sono una persona speciale, ne migliore ne peggiore di altre, mi sento un pò come il passero solitario di leopardi, l'eccezione in un gruppo di esseri come me ma che per qualche motivo anche profondamente diversi. Spesso è anche difficile comunicare con alcuni di questi pur avendo lo stesso linguaggio per nn parlare poi dei rapporti che si instaurano con questi.Alcuni sono veri e nn ti fanno sentire sola ma parte di una comunità ,che può essere intesa come mondo nel mio caso, mentre altri sono falsi e deludenti e ti fanno sentire una nullità. Io spesso Sbaglio e imparo dai miei erroi ma ancora più spesso ricommetto gli stessi errori e nn perchè lo voglio ma perchè nn penso agisco di istinto perchè mi sebra la cosa migliore. é l'istinto la cosa che mi dinstingue da altri e tante altre cose che dette sembrerebberò sciocche e inutili e solo se mi si conosce a fondo si riesce a conoscerle! |
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